Lo shopping diventa un servizio agentico
A I/O 2026 Google ha smesso di pensare lo shopping come una sequenza di pagine web da scorrere e ha cominciato a pensarlo come un servizio che l'utente delega. Universal Cart unifica il carrello tra Search, Gemini, YouTube e Gmail. Universal Commerce Protocol prova a scrivere lo standard open con cui agenti AI di Google e dei suoi partner (Shopify, Amazon, Walmart, Meta, Etsy, Wayfair, Target) parlano con i marketplace e completano transazioni per conto dell'utente. Auto Browse in Chrome fa shopping da solo, fermandosi solo davanti al checkout e al login. Tre annunci, una direzione precisa: il prossimo livello d'interazione con un negozio online non è una pagina da visitare, è un'istruzione da impartire.
Dietro Universal Cart c'è un'infrastruttura più ambiziosa. A I/O 2026 Google ha pubblicato l'Universal Commerce Protocol (UCP), uno standard open source co-sviluppato con Shopify, Etsy, Wayfair, Target, Amazon, Walmart e Meta. Serve a dare agli agenti AI un linguaggio comune per leggere cataloghi, gestire carrelli e completare checkout. Il consumer ne vede Universal Cart; per i merchant comincia ora il lavoro di adozione.
A I/O 2026 Google porta Gemini 3 dentro Chrome con un nuovo pannello laterale e una funzione agentica chiamata Auto Browse. Confronta prodotti su due schede in parallelo, compila form leggendo i dati da un PDF, esegue ricerche multi-step e si ferma sempre prima di fare checkout o login. Per ora negli Stati Uniti, ad abbonati AI Pro e Ultra. A fine giugno arriva su Chrome per Android, e in autunno si integra con Gemini Spark.
Un solo carrello attraverso Search, Gemini, YouTube e Gmail. Aggiungi un prodotto e Gemini si mette a cercare sconti, monitorare il prezzo e avvisarti quando torna disponibile. Rollout negli Stati Uniti in estate.