Quindici aggiornamenti per Chrome, ma uno tira più degli altri: a I/O 2026 Google ha trasformato il browser nel canale principale di accesso a Gemini per gli utenti consumer. Il nuovo pannello laterale di Gemini in Chrome è sempre presente, costruito su Gemini 3, e ha accesso al contesto delle tab aperte. La novità grossa però è quello che il browser può fare senza che l'utente clicchi.
Auto Browse: cosa fa, davvero
Auto Browse è la funzione agentica. Prende un compito multi-step e lo esegue: ricerca un volo, confronta prezzi su più siti, compila un modulo di iscrizione leggendo i dati da un PDF aperto in un'altra scheda, gestisce gli abbonamenti, prepara un'email con allegati raccolti durante la navigazione. La differenza rispetto alle classiche estensioni AI è la capacità di tenere insieme uno stato cross-tab e di portare a termine il flusso fino a quando si arriva al passo sensibile.
Nel momento in cui Auto Browse deve fare login, completare un acquisto o pubblicare su un social, il sistema si ferma e chiede conferma esplicita. È una scelta di design che Google ha ribadito sia sul blog ufficiale sia in TechCrunch: la responsabilità finale resta sull'utente, l'agente non firma nulla al posto suo. Per i pagamenti l'integrazione con Google Password Manager gestisce le credenziali, ma la conferma viene sempre richiesta a video.
Multimodale, anche con il puntatore
Il secondo pezzo è il puntatore multimodale: si selezionano due prodotti sulla stessa schermata e si chiede a Gemini di confrontarli. La pipeline è quella di Nano Banana per la trasformazione delle immagini direttamente nella finestra del browser. Le Connected Apps espongono Gmail, Calendar, YouTube, Maps, Shopping e Flights al pannello laterale: una domanda sull'inbox o su un volo prenotato non richiede di cambiare contesto.
Quando, dove, per chi
La funzione è attiva sul Chrome desktop per gli abbonati AI Pro e AI Ultra negli Stati Uniti. A fine giugno arriva su Chrome per Android, su dispositivi con Android 12 o successivo e almeno 4GB di RAM. Nei mesi successivi, conferma Google, Auto Browse si integrerà con Gemini Spark: l'agente personale 24/7 potrà prendere il controllo del browser per portare a termine attività in background, di fatto eliminando l'ultimo confine fra agente e UI.
Cosa vale la pena guardare con cautela
Il tema vero non è la fattibilità tecnica, già dimostrata. È il modello di consenso: ogni nuova Connected App richiede l'accesso a un perimetro di dati, e la maggioranza degli utenti tende a concedere tutto al primo prompt. Il secondo punto è la concentrazione: con Auto Browse, Chrome diventa per la prima volta un'agentic platform di default, e questo cambia gli equilibri rispetto a competitor come Arc, Comet e Dia, che hanno scommesso prima di Google su questa categoria. Per le imprese, Google ha annunciato in parallelo un piano enterprise dedicato (Chrome Enterprise con DLP integrato) a circa 6 dollari al mese per utente, che mette le funzioni agentiche dentro un perimetro di controllo aziendale.
Fonti
- Chrome gets new Gemini 3 features, including auto browse — blog.google
- 15 updates from Google I/O 2026: Powering the agentic web with new capabilities, tools, and features in Chrome — Chrome for Developers
- Google turns Chrome into an agentic AI workplace tool with Auto Browse, Skills, and enterprise DLP at $6/month — The Next Web
- Gemini in Chrome with auto browse comes to Android — blog.google