Search cambia faccia: nuova casella di ricerca intelligente e agenti informativi 24/7

Il box di ricerca più visto al mondo viene ridisegnato. Si espande mentre digiti, accetta testo, immagini, file e video, e anticipa l'intent con suggerimenti che vanno oltre l'autocomplete. Arrivano anche gli agenti di Search.

Google chiama l'aggiornamento di Search il più importante degli ultimi 25 anni. Andandoci con cautela — è la frase che ogni big-tech usa al keynote — i cambiamenti annunciati sono comunque sostanziali su due piani: l'interfaccia di ricerca e l'arrivo degli agenti.

La casella di ricerca "intelligente"

La nuova casella si espande dinamicamente mentre digiti, riconoscendo che le query oggi sono più lunghe e più conversazionali. Accetta testo, immagini, file, video e tab di Chrome come input. I suggerimenti non sono più semplici autocomplete: anticipano l'intento dell'utente provando a indovinare cosa stai cercando di fare, non solo cosa stai per scrivere. Il rollout è iniziato il 19 maggio in tutti i Paesi e le lingue in cui AI Mode è disponibile.

Information agents

È il pezzo che cambia di più la natura del prodotto. Search smette di essere una funzione che attivi e diventa un servizio che lavora per te in background. Crei un agente informativo (per esempio: "avvisami quando esce qualcosa di rilevante su X"), gli dai un ambito, e l'agente continua a monitorare il web — blog, siti di news, social, dati freschi di Google — sintetizzando per te update intelligenti, con possibilita' di intraprendere azioni.

Gli information agents arriveranno in estate e saranno una funzione riservata agli abbonati Google AI Pro e Ultra.

Sotto il cofano: Gemini 3.5 Flash

Il modello di default di AI Mode diventa Gemini 3.5 Flash, in tutti i Paesi e per tutti gli utenti. È la stessa logica che ha cambiato l'esperienza ChatGPT quando OpenAI ha sostituito il modello di default: i guadagni di velocità e ragionamento si vedono ovunque, anche sulle query banali.

Personal Intelligence: le app personali entrano in AI Mode

Il pezzo meno raccontato ma più strategicamente rilevante è l'espansione di Personal Intelligence in AI Mode. Google estende la funzione a quasi 200 paesi e territori, in 98 lingue, senza abbonamento richiesto. Personal Intelligence permette di connettere in modo opt-in app come Gmail, Google Foto, e — in arrivo — Google Calendar al contesto di Search.

In pratica: chiedi a Search "trovami quella foto di mia figlia al mare l'estate scorsa" o "quando devo prenotare il volo per il convegno di luglio?" e la risposta arriva pescando dai tuoi dati personali Google, non solo dal web pubblico. Google sottolinea il design opt-in: l'utente sceglie esplicitamente se e quando connettere le app, e può scollegarle in ogni momento. È un terreno scivoloso sul piano privacy — la stessa funzione su ChatGPT o Claude richiede setup MCP più tecnico — e Google qui sfrutta il vantaggio di avere già la stack consumer integrata.

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