Gemini esce da Nest: lo Speaker Reference Design apre l'ecosistema smart home a Walmart Onn e ai partner di terze parti

Google annuncia il programma Gemini built-in: uno Speaker Reference Design che permette ai partner hardware di costruire altoparlanti con la voce Gemini completa, e l'apertura ai developer di alcune delle funzionalità più potenti dello smart home. Walmart Onn è il primo a salire a bordo. Contestualmente arriva il nuovo Google Home Speaker a 99,99 dollari.

Dopo che a I/O 2026 si è parlato di telefono, di smartwatch, di occhiali XR, di laptop e di auto, mancava il salotto. La risposta è arrivata il 21 maggio, in chiusura di settimana I/O: Google annuncia Gemini built-in, il programma che porta la voce e le capacità agentiche di Gemini for Home oltre i confini dell'hardware Nest.

Speaker Reference Design: il blueprint che apre l'ecosistema

Il pezzo strutturale è lo Speaker Reference Design: un blueprint hardware che permette ai partner di costruire altoparlanti high-fidelity capaci di supportare l'esperienza Gemini completa — voce, multi-turno, comandi smart home, agenti contestuali. Non è una semplice integrazione SDK: include tutta l'architettura hardware necessaria, dai microfoni far-field ai DAC alla camera acustica.

Il primo partner a salire a bordo è Walmart con il brand Onn, che già lo scorso anno era stato il primo a usare il Camera Reference Design Google per le sue smart cam consumer. Onn produce hardware a basso prezzo per il mercato US, e l'inserimento di Gemini built-in è coerente con la strategia Google: portare l'assistente AI dove gli utenti già acquistano, non solo nei premium Nest.

Altri partner sono attesi nei prossimi mesi. Il programma è esplicitamente disegnato per scalare: qualunque OEM con capacità manifatturiere accettabile può chiedere l'accesso al Reference Design e portare a mercato uno speaker Gemini-compatibile senza dover sviluppare in casa la stack AI.

Apertura ai developer: Ask Home e scene recognition Nest Cam

In parallelo all'apertura hardware, Google ha annunciato che alcune delle funzionalità più potenti dello smart home Gemini — come Ask Home (la modalità conversazionale per interrogare lo stato della casa) e la scene recognition intelligente di Nest Cam — diventeranno accessibili ai developer tramite API. È un cambio di postura: per anni Google ha tenuto chiuse molte feature consumer; con Gemini for Home apre la porta a chi vuole costruirci sopra integrazioni custom, sia per il mercato consumer (app domotica di terze parti) sia per il segmento commerciale (gestione strutture ricettive, uffici, retail).

Il nuovo Google Home Speaker da 99,99 dollari

Accanto al programma per terze parti, Google ha confermato l'arrivo del nuovo Google Home Speaker: 99,99 dollari, suono 360 gradi, disponibilità primavera 2026 in Stati Uniti, Canada e diversi paesi europei. È il primo speaker della famiglia disegnato esplicitamente per Gemini, non una riedizione del vecchio Nest Audio. Due varianti di colore al lancio (Hazel e Berry).

Non è un device da rivoluzione — è un device da volume. Google ha bisogno di hardware proprio a basso prezzo per garantire una base installata di riferimento mentre il programma Reference Design alza il numero di SKU disponibili nei prossimi 12-24 mesi.

Perché conta nel quadro I/O 2026

La scelta di aprire l'ecosistema smart home è coerente con la direzione che attraversa tutto I/O 2026: standard aperti dove conviene, hardware proprio dove serve il presidio. Lo abbiamo visto con WebMCP e Universal Commerce Protocol sul fronte web e shopping. Lo vediamo qui con lo Speaker Reference Design sul fronte smart home.

La lettura strategica è chiara. Per anni il problema del Google smart home è stato un mercato dominato da Amazon Echo (volumi consumer) e progressivamente eroso da Apple HomePod (utenti premium iOS). Google ci ha provato con Nest senza scalare ai numeri Amazon. Aprire il Reference Design è un modo per riconoscere che il vero asset non è l'hardware speaker, è la voce Gemini e il contesto agentico — e che vale la pena lasciarli girare su qualsiasi cassa, purché sia Google a fornire il cervello.

Nota di contesto: il 5 maggio 2026, due settimane prima di I/O, Google aveva già fatto un altro passo nella stessa direzione, aggiornando Gemini for Home dal modello Gemini 2 al 3.1 sui Nest speaker e display esistenti. Quell'update non rientra tecnicamente fra gli annunci I/O ma compone il quadro: Google sta investendo serialmente sullo smart home in 2026, non episodicamente.

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