Gmail Live, Docs Live, Google Pics: Workspace diventa conversazionale (e l'inbox impara a rispondere)

La novità più sottovalutata del keynote è anche la più operativa: poter chiedere a voce alla casella di posta cosa sta succedendo, far dettare bozze a Docs, e una nuova app immagini costruita su Nano Banana.

Workspace è quasi sempre il pezzo che fa meno rumore a I/O ed è quello che cambia di più la giornata di chi lavora. Quest'anno la lista è lunga.

Gmail Live, Docs Live, Keep

Gmail Live risponde a voce alle domande sulla casella di posta. Esempi citati da Google: "qual è il gate del mio volo?", "cosa succede questa settimana a scuola di mio figlio?". Gmail cerca tra le conversazioni, sintetizza una risposta, e — se vuoi — la trasforma in azione. Docs Live trasforma idee dettate in bozze strutturate. Keep organizza note vocali in liste e appunti senza che tu debba premere altri tasti.

Rollout: Google AI Pro e Ultra in estate, in preview ai clienti Workspace business.

Google Pics

Nuova app di creazione e editing immagini, costruita sul modello Nano Banana. Si distingue dagli altri generatori per la precisione: segmentazione degli oggetti (selezioni un elemento e lo modifichi senza toccare il resto), editing del testo dentro le immagini con traduzione automatica mantenendo font e stile originali, canvas condivisi per collaborare in tempo reale sulla stessa immagine. Per chi fa marketing, comunicazione, presentazioni — è il primo strumento che permette di trattare un'immagine come un documento collaborativo.

AI Inbox

Aggiornamento meno spettacolare ma utile: bozze di risposta personalizzate per le email urgenti, e link automatici ai Docs/Sheets/Slides associati a una conversazione email — così non devi più cercare nella thread l'allegato di tre settimane fa.

Perché conta

Google sta facendo a Workspace quello che Microsoft sta facendo a Office 365 con Copilot: la suite di produttivita' non è più un set di app ma un'interfaccia conversazionale unica, alimentata dallo stesso assistente che lavora in tutte. Per chi gestisce knowledge worker, è il momento di rivedere il workflow: la voce non è più un giochino, è un'interfaccia operativa.

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