Che cos'è WebMCP
WebMCP è la proposta di Google per uno standard aperto del web in cui i siti espongono i propri "strumenti" — funzioni JavaScript, form HTML — in modo machine-readable, così che un agente AI nel browser possa azionarli con precisione invece di simulare click su un'interfaccia pensata per l'occhio umano.
L'idea è semplice ma con implicazioni profonde: oggi un agente che prenota un volo deve riconoscere visivamente un calendario a schermo e cliccare la casella giusta. Con WebMCP, il sito dichiara esplicitamente ecco la funzione selectDate, prende questi parametri, e l'agente la chiama. Più veloce, più affidabile, meno fragile davanti a un redesign del front-end.
L'origin trial parte in Chrome 149
L'origin trial sperimentale è disponibile da Chrome 149, e Gemini in Chrome integrerà a breve le API WebMCP — trasformando il browser in un attore di prima classe del cosiddetto agentic web. Insieme arrivano i **Chrome DevTools for agents**, già supportati da Antigravity e da oltre 20 altri agenti di coding, per dare agli sviluppatori strumenti di debug specifici per il nuovo paradigma.
Chi ci sta lavorando
Google, secondo eWeek e SD Times, ha citato Booking.com, Expedia, Instacart, Intuit, Shopify e Redfin tra i brand che stanno già sperimentando WebMCP per costruire esperienze pensate per agenti. È il segnale che Mountain View prova a far diventare WebMCP uno standard de facto prima che venga formalizzato dai gruppi W3C, sulla scia di quanto fatto a suo tempo con AMP e Web Push.
Perché conta
Per chi lavora nel web, WebMCP cambia il framing del SEO classico: non basta più ottimizzare per il crawler di Google, bisogna progettare anche un'API leggibile dagli agenti. È una nuova superficie di ottimizzazione che, se prende piede, sarà obbligatoria per chiunque voglia restare visibile in un'internet dove a navigare non sono più solo umani.