Jules — l'agente di coding asincrono uscito dalla beta lo scorso anno — riceve un upgrade strutturale a I/O 2026, e arriva il nome interno di una direzione molto più ambiziosa: Project Jitro.
Il cambio di paradigma
Fino a oggi, gli agenti di sviluppo lavoravano su un modello task-driven: descrivi un compito ("scrivi questo test", "rifattorizza questa funzione"), l'agente esegue. Jitro propone un modello diverso, goal-driven: definisci un risultato ("alza la copertura dei test all'80%", "abbassa la latenza p95 di 30 millisecondi", "azzera le violazioni di accessibilità") e l'agente identifica autonomamente quali modifiche servono per spostare quella metrica.
Cosa è successo a I/O
L'annuncio della tappa intermedia è già concreto: Jules V2 introduce un CI fixer, integrazioni native con Stitch e con Linear, e nuove API che permettono agli agenti di triggerare workflow di design o di propagare il feedback ricevuto su un design fino al codice. Il prossimo salto — Jitro come workspace agentico persistente, con goal, insight tracking e configurazione delle integrazioni — viene posizionato come l'evoluzione naturale, in arrivo dietro waitlist.
Perché conta
Secondo DevOps.com e ByteIota, lo spostamento da prompt a obiettivo è il punto chiave: cambia chi tiene il controllo sul "come" si fa il lavoro. Per i team senior significa potersi concentrare sull'architettura mentre l'agente lavora sul backlog di manutenzione. Per i team junior significa avere uno strumento che, in linea di principio, prende decisioni di scoping al posto loro — con tutti i rischi che questo comporta. Vale la pena guardarlo con attenzione, ma anche con scetticismo: l'asticella per misurare il successo non è più "ha scritto il codice giusto", ma "ha capito che pezzo del sistema andava davvero toccato".