Per anni Google Play è cambiato pochissimo: una barra di ricerca, qualche carosello di app consigliate, recensioni. A I/O 2026 lo store viene riprogettato attorno a un'idea diversa, e i cambiamenti toccano sia chi cerca app sia chi le pubblica.
Ask Play: la scoperta diventa una conversazione
Ask Play è un overlay AI che permette di chiedere un'app in linguaggio naturale e ricevere suggerimenti contestualizzati. Il sistema capisce il contesto completo della domanda — "un'app per tracciare allenamenti che non chieda di iscrivermi a un piano premium" — e si adatta alle follow-up. Le raccomandazioni di app entrano anche dentro l'app Gemini, esponendo lo store a un canale di discovery nuovo.
Play Shorts: lo store impara dal feed verticale
Play Shorts è un feed verticale a schermo intero di video brevi che mostrano look, feel e funzionalità di un'app prima del download. Il rollout parte negli Stati Uniti, con un gruppo selezionato di sviluppatori, ed espande nei mesi successivi. È la traduzione su store del modello di scoperta cui gli utenti sono ormai abituati su altre piattaforme — più contesto reale, meno screenshot statici.
Play Console: gestione agentica del catalogo
Lato sviluppatori, il Play Console acquisisce capacità agentiche. Secondo l'Android Developers Blog, Gemini può gestire bulk pricing change, importare SKU, configurare metadata per i prodotti one-time. Si aggiungono strumenti automatici di traduzione delle listing e ottimizzazione delle keyword. È il tipo di lavoro che storicamente assorbiva ore di un product manager o di un publisher; ora diventa un task agentico.
Una correzione dietro le quinte: delayed charging
C'è anche una novità tecnica che vale la pena segnalare: il delayed charging per gli abbonamenti. Quando un pagamento fallisce per un motivo a basso rischio — carta temporaneamente bloccata, banca lenta — Google concede provvisoriamente l'accesso al contenuto pagato e riprova il pagamento in background. È un piccolo miglioramento di retention che, su volumi Google Play, sposta numeri grossi.