Tra gli annunci della sessione "What's new in Flutter" di I/O 2026, il più interessante per chi progetta esperienze conversazionali è il rilascio di Flutter GenUI: un SDK open source che permette agli agenti AI di comporre interfacce a runtime, scegliendo e parametrizzando widget esistenti dell'app invece di restituire stringhe di testo.
Come funziona
Il modello non genera codice né pixel: produce un JSON che mappa una porzione dell'albero widget di Flutter, e il framework lo renderizza istantaneamente. Quando l'utente interagisce con la UI generata, lo stato viene rimandato all'agente: si crea un loop a banda alta in cui ogni gesto è un input per la conversazione successiva. È la differenza tra un agente che ti spiega le opzioni e un agente che te le mette davanti.
Perché conta
La promessa è duplice. Per i prodotti consumer significa interfacce che si adattano all'intento dell'utente: una richiesta di prenotazione genera un tile prenotazione, una domanda di confronto prodotti genera una card comparativa, senza che ogni schermata sia precostruita. Per i prodotti enterprise significa togliere il bottleneck del design su flussi che cambiano spesso. Su 9to5Google e nel post ufficiale Google ha posizionato GenUI come uno dei tasselli del passaggio da AI assistita ad AI agentica nello sviluppo applicativo.
Disponibilità
GenUI è open source e ufficialmente documentato su docs.flutter.dev/ai/genui. Funziona su mobile, desktop e web, in linea con la natura multipiattaforma di Flutter. La community sta già producendo esempi di integrazione con piattaforme come FlutterFlow per costruire flussi agentici end-to-end.