Google Flow e Flow Music arrivano su mobile: editing generativo a portata di pollice, e Omni dirige il videoclip

Al keynote di I/O 2026 Google ha annunciato app dedicate per Flow e Flow Music — Android in beta, iOS in arrivo — insieme a editing granulare delle tracce, restyle parziali e una nuova modalità di creazione videoclip pilotata vocalmente con Gemini Omni Flash.

Flow esce dal desktop

Flow, lo strumento di video generativo basato su Veo, finora era confinato al browser desktop. Al keynote di I/O 2026 Google ha annunciato l'app mobile: Flow per Android è già in beta, mentre la versione iOS arriverà a breve. L'idea, riportata da 9to5Google e Android Central, è portare la creazione e l'editing generativo nello stesso posto dove i creator passano le loro giornate — il telefono.

L'app non e una versione semplificata: include accesso a Veo 3.1, alle clip generate da prompt, e a un workflow di editing pensato per la verticale. Per chi pubblica su Reels, Shorts e TikTok significa accorciare di parecchio il ciclo idea-pubblicazione.

Flow Music diventa precisa

Flow Music — il cugino musicale di Flow — riceve la novità più sostanziale: controllo granulare sui segmenti della traccia. Finora restyle e traduzione lavoravano sull'intero brano; ora si possono applicare a porzioni specifiche, mantenendo melodia e struttura originali. Il caso d'uso evidente è l'adattamento di brani a contenuti video, dove servono variazioni puntuali più che riscritture totali.

Anche per Flow Music arriva l'app: prima su iOS, Android dopo. Una scelta inversa rispetto a Flow, segno che Google sta gestendo i due prodotti come stream separati.

Omni dirige il videoclip

La novità che racconta meglio dove sta andando il prodotto è la creazione di videoclip con Gemini Omni: parlando con l'agente si dirige il video, e Omni Flash aggiunge stili, soggetti e scene per accordarsi al ritmo della traccia. È un assistente di regia conversazionale, non un'interfaccia a timeline.

Flow Agent: il creative partner che pianifica e batch-edita

A I/O 2026 Google ha aggiunto anche Google Flow Agent. Fino a oggi Flow eseguiva un prompt alla volta. L'agente, ora, prende in carico task multi-step: ragiona sul progetto, fa da sounding board per i dialoghi fra personaggi in una scena, suggerisce variazioni di trama, genera multiple varianti in parallelo per darti più opzioni, e — pezzo che cambia il workflow quotidiano del creator — fa batch edit, applicando le modifiche su tutti i tuoi asset in una sola operazione. Una volta ottenuti gli asset, l'agente li organizza in collezioni e li rinomina in modo coerente. Flow Agent è disponibile per tutti gli utenti Flow nel mondo.

Flow Tools: vibe-code i tuoi strumenti creativi

La novità più radicale è Google Flow Tools. In Flow puoi ora vibe-codare qualsiasi tool creativo ti serva — un image editor specifico, un video resizer, uno shader custom, un'animazione fatta a mano — descrivendolo in linguaggio naturale. Niente codice da scrivere. E se costruisci qualcosa di utile, puoi condividerlo con altri utenti Flow, che possono remixarlo nei loro workflow. Tutti gli utenti Flow nel mondo possono usare i Tools esistenti; gli abbonati Google AI possono crearne e remixarne di nuovi. È la prima volta che Google mette nelle mani dei creator un meccanismo di estensione modulare del proprio ambiente creativo, sulla falsariga di quello che Figma ha fatto con i plugin.

Perché conta

Per i marketer e i content creator la mossa è leggibile: Google sta provando a coprire la pipeline completa musica + video dentro la sua infrastruttura, con un controllo granulare che fino a sei mesi fa non esisteva. Per le piattaforme concorrenti — Runway, Pika, ElevenLabs Music — significa che il fronte si sposta dalla qualità del modello al workflow, alla disponibilità mobile e all'integrazione con gli altri prodotti dell'ecosistema Google.

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