Tra gli annunci che faranno meno rumore mediatico ma più rumore strutturale c'è l'adozione, da parte di Google, delle Content Credentials C2PA. Funzionerà così: nell'app Gemini gli utenti potranno verificare se un'immagine è un originale non alterato proveniente da una fotocamera, oppure se è stata modificata con strumenti AI. La funzione arriverà nei prossimi mesi anche in Google Search e in Chrome.
Cosa cambia per chi lavora con i contenuti
Il C2PA (Coalition for Content Provenance and Authenticity) è lo standard tecnico nato in seno ad Adobe, Microsoft, BBC e altri per certificare la provenienza di un contenuto digitale. Fino a oggi è rimasto un'iniziativa di settore. L'arrivo nel motore di ricerca più usato al mondo lo trasforma in infrastruttura di default: chiunque produce contenuti professionali sa che, nel medio periodo, l'assenza di credenziali sarà letta come segnale di sospetto.
Per giornalisti, fotografi, brand che pubblicano immagini originali, è il momento di prendere familiarità con il flusso C2PA. Per chi pubblica contenuti generati da AI, è il momento di dichiararlo invece di nasconderlo: la verifica sta diventando un click.