Nella developer keynote di I/O 2026 Google ha fatto due annunci che, presi insieme, riscrivono il modo in cui si scrive un'app Android nel 2026.
Compose First, ufficialmente
Dopo cinque anni di evoluzione, Jetpack Compose viene dichiarato il framework UI primario per Android. Significa che da ora tutta la documentazione, le nuove API e le librerie usciranno in versione Compose-first; il vecchio sistema basato su Views — la base storica dello sviluppo Android — entra in maintenance mode. Non è deprecated, ma non riceverà più nuove funzionalità.
Per chi gestisce codebase legacy non cambia nulla nell'immediato. Per chi sta avviando progetti nuovi è una linea chiara: Compose, Kotlin, niente XML view-based.
Android CLI stabile
L'altra novità è più tecnica ma con conseguenze più ampie: la Android CLI esce dalla beta. È un toolset a riga di comando che espone le funzionalità di Android Studio — SDK, emulatore, deploy su device, analisi simbolica, rendering delle preview di Compose — a qualsiasi agente AI esterno.
Secondo il blog ufficiale di Android Developers, Google cita esplicitamente Claude Code, Codex e Antigravity come agenti che possono usarla. È un'apertura significativa: per la prima volta lo sviluppo Android non è legato all'IDE Google, e chi usa agenti di terze parti per scrivere codice ottiene accesso pieno al toolchain.
Cosa significa per chi lavora
Per il PM, due cose: i tempi di onboarding di nuovi sviluppatori si accorciano (Compose è dichiarativo, molto più immediato di Views), e il costo di prototipare con AI cala in modo tangibile. Per il developer senior, una pressione concreta a investire ora nella migrazione a Compose: il debito tecnico sul vecchio stack inizia oggi ad accumularsi sul serio.
L'Android CLI stabile è disponibile da oggi. Compose First non è una release, è una posizione strategica: cambia il modo in cui Google parla della piattaforma.